Ikigai: consapevolezza e presenza

Caro amico, cara amica che mi leggi come stai?

Forse stai godendo le ferie, oppure sei ancora sul posto di lavoro, oppure hai finito le vacanze e sei rientrato/a.
In ogni caso, COME STAI?

In genere rispondiamo frettolosamente tipo: bene, male, boh…oppure, chiediamo una domanda di riserva…

A questo proposito mi vengono in mente le 5 domande di Fritz Perls.

Ma prima devo dirti brevemente chi è?

 Friedrich Salomon Perls, meglio conosciuto come Fritz Perls, è stato un medico, psichiatra e psicoanalista tedesco considerato il padre della Terapia della Gestalt.
“Gestalt” è una parola tedesca che significa “totalità”, “struttura”, “configurazione”, “insieme”. Noi siamo una “gestalt” perché siamo fatti di pensieri, emozioni, sensazioni e tanto altro. Abbiamo, inoltre, nel nostro interno, altre “gestalt”, configurazioni e sotto-aspetti della nostra personalità.Può essere definita come una corrente che mette particolare enfasi sul modo in cui i soggetti sperimentano la propria realtà, più che sui fatti vissuti. Non mira a quel che succede ad un individuo, bensì al modo in cui lo percepisce. In altre parole, si concentra sui processi e non sui contenuti.( dal web)

Fritz Perls è stato un uomo difficile e contraddittorio che ha fatto delle sue contraddizioni una forza…

“Cosa fa”, “cosa sente”, “cosa vuole”, “cosa evita”, “cosa si aspetta”

Con queste cinque domande Perls intende centrare la persona nel momento presente.

In che modo?

📌Enfatizzando il qui e ora.
📌La presa di coscienza, per accedere ad un benessere superiore.
📌L’assunzione della responsabilità verso la propria vita.

 Attraverso una riflessione approfondita di quello che accade, nel momento presente, la persona è in grado di notare la nascita di nuovi bisogni e, attraverso un processo di consapevolezza, di prendersene cura.

Autonomia e potenzialità sono gli aspetti su cui si fonda la Gestalt che è applicabile sia a contesti personali, sociali che  lavorativi.

E’ un vero e proprio risveglio che parte da dentro.
Evitando di gettare sull’altro le proprie responsabilità si giunge ad una esistenza piena. Qui e Ora.

Come Counselor posso accompagnare alla scoperta di questi stadi corporei, più che mentali,  che attivano la persona,  ad orientarsi verso la totale pienezza di senso, verso la ricerca del proprio Ikigai.

Ikigai (生き甲斐) è una parola giapponese che si riferisce ad avere uno scopo nella propria vita, ciò che rende la vita degna di essere vissuta. Una vocazione, una missione.

Cosa stai facendo?
Cosa stai sentendo?
Cosa vuoi?
Cosa stai evitando?
Cosa ti aspetti?

Ora dimmi, COME STAI?

Per approfondire:


F.Perls- La terapia gestaltica parola per parola.-
F. Perls- Qui e Ora, psicoterapia autobiografica-

F.Perls, R. Goodman, R.F.Hefferline -Teoria e pratica della terapia della Gestalt. Vitalità e accrescimento della personalità umana.-

Bettina Felici – Ikigai: il metodo giapponese. Trovare il senso della vita per essere felici.-

Proverbio cinese

Recita un proverbio cinese:

Se vuoi cambiare il mondo inizia dal tuo paese.

Se vuoi cambiare il tuo paese inizia dal tuo villaggio.

Se vuoi cambiare il tuo villaggio inizia dalla tua casa.

Se vuoi cambiare la tua casa inizia a cambiare tu.

Parole altre

“Sei forte perché non conti sulle tue forze ma sulle tue debolezze, sono loro la chiave per riconoscerti in ognuno, sono loro che ti danno l’attenzione di dove metti i piedi, le parole e le carezze.
Sei forte perché non dici mai – Perché proprio a me? – ma – Perché non a me? – , sapendo che se non era a te era a te lo stesso perché sulla pelle di qualcun altro sei comunque tu.
Sei forte perché non maledici nessuna strada, salita e discesa sono la stessa pendenza vista da occhi e sentimenti diversi.
Sei forte perché ti mantieni curiosa all’oltre e all’altrove ché c’è sempre qualcosa da sapere e scoprire; anche quando il passaggio non è battuto non ti fermi, tenendo per mano la corda dell’alto ti arrampichi, vai a vedere e ti presenti di persona davanti al sentito dire scoprendo ogni volta che non era una Primavera.
Sei forte perché non cerchi consensi ma il perdono di essere né donna né uomo né forte né debole, né roccia né fiore ma tutto insieme, a volte nel bene, altre nel male.
Sei forte perché prima di proseguire torni indietro a salutare chi devi proprio lasciar andare ché se c’è un prezzo da pagare nel fare il passo successivo, forse, è quello di perdere cose e persone per non perdere se stessi.
Sei forte perché non hai bussole, ti perdi, ti disorienti e segui solo la rotta del cuore nelle sue accellerazioni e nelle altrettante frenate gli resti ferma e fedele.
Sei forte perché sei talmente fragile che avresti potuto cedere mille volte,  ma invece no.
Sei forte perché anche se il pranzo non era buono tu ringrazi, perché sai che la non riconoscenza, poi, ti verrà servita a cena.
Fredda.
Sei forte perché tu prosegui, prosegui sempre.
Sei forte e sei bellissima.”


La Raccontadina-Francesca Pachetti-

I ponti che non attraversammo

Sono stata cresciuta, tra relazioni pericolanti e falsi piani, da

un’ instancabile.
costruttrice di ponti.

Io la guardavo e con la violenza verbale che solo le adolescenti ribelli sanno usare, le rinfacciavo di non avere il coraggio di superarli.

Mi ci è voluto un po’ per comprendere che il dono immenso che fanno i costruttori di ponti,  è quello di prepararli perché altri li attraversino.

 Non sono pavidi, sono consapevoli.

Avrei voluto dirle di pensare alla vita, alla sua.

Avrei voluto dirle di venire via con me.

Oggi, ogni volta che ne oltrepasso uno non posso fare a meno di provare ad immaginare la sua ingegneria emozionale, capace di superare ogni impedimento per costruire oltre il possibile.


Penso alla sua vita, alla mia e alle generazioni di prima e a quelle che verranno dopo.


Esseri, con la maestria di varcare ponti come portali, capaci di ritrovarsi oltre il visibile.

Grazie mamma.

“Tutto quello che voglio ora è pensare alla vita.
    Puoi venire con me, se vuoi…”
(Oscar Wilde)

Buone vacanze

Per questa estate
mi auguro di partire.

Un viaggio
lontano
profondo
onesto
splendido
dentro di me.

È l’unico, sai
che
per me
vale la pena fare.

Nessun altro posto
è capace di portarmi
lontano lontano
e poi
finalmente a casa.

Anche se
penso di avere

pochi mezzi a disposizione
e la linea all’orizzonte è storta
parto.
Respiro il mio respiro
vado.

Il viaggio sono io
e mi sto aspettando.

Emanuela

Parole altre

Abbi cura
di questo nuovo giorno
delle persone che incontrerai.
Fai amicizia con un fiore
un filo d’erba.
Con un profumo che ti faccia
chiudere gli occhi
e respirare più forte.
Prova a sentirti bene.
Mantieni la calma
e cura il mistero della vita
che ti è stata concessa.
Ieri è stata la notte che pensavi
non sarebbe passata mai.
Oggi può essere il giorno dei miracoli.
Quello che aspettavi da una vita.
Abbandona le guerre che non ti appartengono.
Impara dai libri a risplendere.
Gioca con l’acqua e osservala danzare.
Parla con un bambino. Ridi con lui.
Resta leggera
come ogni cosa importante, lo è.
L’Amore non è per tutti
ma tutti hanno bisogno d’Amare.
Cerca di non dimenticarlo
ma soprattutto
scegli con attenzione
da quale parte stare.
Trova l’equilibrio
che sia pace o che sia caos
non ha importanza, purché sia il tuo.
E quando sentirai il bisogno di impazzire, fallo
fallo con tutta te stessa.
Puntare alla felicità è un obiettivo
ma prima ancora, una promessa.
Testa sulle spalle e cuore a fior di pelle
sogna più che puoi
… vivi da ribelle.”

Andrew Faber

La voce del bosco

Dove ti trovi è casa
qui, ora.

Passo leggero e fragile
lento lento
rallenta il tempo.

Respira.

Questo momento è unico, reale.

Riposa.

Senti l’aria fresca sul collo.
L’odore del muschio.

Ascolta il canto amico degli uccelli.

Ecco, le farfalle
danzano per celebrare il tuo arrivo.

Pulisci lo sguardo
lasciati incontrare dalla bellezza.

Guarda.

Alla Fonte
bevi.

Questa è la tua realtà:
assenza, essenza.

La via

è il Cuore.

Niente domande, solo energia.

Ali colorate ti sono donate.
Sei qui, viva.

Apri le braccia.

Ora.

Vola!

(Emanuela e il bosco insieme)

Parole altre

Ho imparato ad amare profondamente i draghi.
Prima, li temevo.
Così giganteschi, ingrugniti e appuntiti.
Ora ho compreso che il drago rappresenta una prova iniziatica.
Per ogni eroe.
Senza quell’essere sputafuoco egli non potrà mai arrivare a conquistare il suo tesoro.
Perché ci vuole movimento dell’anima, fuoco interiore, energia vitale attiva e scosse emotive per risvegliare il nostro guerriero coraggioso.
Benedico così ogni ostacolo, ogni fatica, ogni difficoltà.
Ogni drago che incontro nel mio cammino.
Perché mi desta dalla mia sonnolenza quotidiana.
E mi permette di percepire come sto vivendo, cosa voglio.
Cosa non voglio.
Ogni cambiamento profondo nasce grazie ad un drago.
Che è riuscito ad accendere il fuoco interiore dell’eroe.
E lo ha messo in cammino.
Dove, non si sa.
Ma poco importa.
Finalmente si è mosso.
Alla ricerca del suo prezioso tesoro.
Alla ricerca di se stesso.”

Elena Bernabè

Regolazione emotiva e impermanenza.

“Se sappiamo fare queste 4 azioni mentali: percepire, riconoscere, nominare e lasciar andare abbiamo tutti gli strumenti necessari per affrontare la nostra vita emotiva.
Non c’è emozione che può danneggiarci perchè abbiamo in mano le chiavi della regolazione emotiva. Cosa significa regolazione emotiva? Non significa darsi delle regole, come la parola potrebbe far pensare. Significa saper riconoscere quello che proviamo – ossia esserne consapevoli – e saperlo percepire e accettare.

Così se le tue emozioni ti danno “da fare”, se c’è qualcosa che proprio in questo momento ti turba, prova a praticare con attenzione ai seguenti elementi: prova a sentire con chiarezza, riconoscere quale azione si nasconde nell’emozione che provi, guarda se puoi accettare quello che provi, mantenendo l’attenzione sull’esperienza. Sembra una formula magica ma non lo è.
È un modo onesto per coltivare la radice della felicità.

È a causa della natura impermanente del dolore che possiamo trasformarlo. È a causa della natura impermanente della felicità che possiamo coltivarla.

Thich Nhat Hanh

Piccola riflessione:

Non importa cosa fai e come lo fai tuttavia, iniziare ad essere consapevoli di avere una vita emotiva e decidere di prendersene cura è, certamente, il primo passo.


In genere io trasformo la natura delle “cose” infilando tutto, proprio tutto, dentro uno zaino.

In passato mi sono presa cura del mio mondo emotivo solo nel momento in cui non sapevo più come starci dentro.
Mi sentivo soffocare da emozioni contrastanti: rabbia, paura, disgusto che erano diventate come un vestito troppo stretto.
Volevo gestirle mentre loro mi invadevano.
La gioia era scomparsa lasciando solo il dolore presente.

Sono passata attraverso una porta della mia vita emotiva molto stretta.

Con stupore e sollievo ho scoperto che tutto è veramente impermanente e il grande maestro è stato il cammino.

Per questo motivo oggi accompagno le persone ad attraversare le loro porte anche usando…i piedi.

Le emozioni si possono sentire, chiamare per nome, incontrarle e farci un pezzo di strada insieme, ringraziarle e poi, con gratitudine, lasciarle andare.

Ricorda, quattro azioni mentali: percepire, riconoscere, nominare e lasciar andare. Regolazione emotiva e impermanenza. Lentamente, un passo alla volta.

Sono in partenza, se ti fa piacere, seguimi in questo viaggio dentro le emozioni. Ne vedremo delle belle!

Terra insegnami

Terra insegnami la quiete
come i prati che restano calmi nella nuova luce.
Terra insegnami la sofferenza
come le pietre antiche che sopportano la memoria.
Terra insegnami l’umiltà
come i fiori che sono modesti al loro sbocciare.
Terra insegnami la cura
come le madri che nutrono i loro piccoli.
Terra insegnami il coraggio
come l’albero che sta solo.
Terra insegnami la limitazione
come la formica che avanza lentamente sul terreno.
Terra insegnami la libertà
come l’aquila che si libra in cielo.
Terra insegnami l’accettazione
come le foglie che muoiono ad ogni autunno.
Terra insegnami il rinnovamento
come il seme che nasce a primavera.
Terra insegnami a dimenticare me stesso
come la neve che sciogliendosi dimentica la sua vita.
Terra insegnami a ricordare la gentilezza
come i campi aridi che trasudano per la pioggia.
Terra insegnami.”

Preghiera UTE-(tribù indiane distribuite su un vasto territorio compreso fra gli attuali Colorado e Utah)

Si può

Foto dal web

Possiamo toccare i nostri limiti senza inorridire.
Possiamo vivere il conflitto senza divisione.
Possiamo stare nella frustrazione di un errore.
Possiamo tollerare senza risentimento.
Possiamo smettere di camminare senza rimpianto.
Possiamo stare immobili durante la tempesta.
Possiamo ringraziare senza perdere niente.
Possiamo sentire tutta la nostra fragilità e non morirne.

Si può accettare che tutto cambi, in un ciclo continuo tra il giorno e la notte…

Buon lavoro

Onoriamo ogni stagione della vita!

Sono stata una bimba silenziosa e turbata.
Sono stata un’adolescente tumultuosa  e arrabbiata.
Ho ricevuto e restituito dolore.

Sono stata una giovane triste e difficile
Ho ricevuto e restituito dolore.

Sono stata un’adulta ferita e paurosa.
Ho ricevuto e restituito dolore.

 Vittima e carnefice.
Chi era oppresso, chi era l’oppressore?

Oggi lo so,
onoro ogni stagione della mia vita, con il suo carico faticoso, e scelgo per me la gioia.

Prendo la rabbia, la paura e il dolore,  il tumulto e il silenzio insieme e li trasformo con un sorriso; in presente, in pace. Ogni giorno.
 

Grazie vita🙏💚👣
Emanuela