Terza tappa

Giorno 3

Oggi 1/2 tappa!

 È stato necessario un cambio di programma visto che non riuscivo a trovare un posto dove dormire questa notte.
Nel weekend tutto pieno!

Domani si cammina il doppio…

Mi sono fermata 8 km prima del previsto, presso la casa delle suore della carità, che mi hanno messo a disposizione una stanza.

Una camera tutta mia con bagno, cosa c’è di meglio?

Spesso abbiamo tanto nel nostro quotidiano e non ce ne rendiamo conto.

 Viaggiando a piedi ho imparato che basta veramente poco per  essere felici: qualcosa da mangiare, un letto e una doccia.

E se ti chiedi perché mi piace questa precarietà la risposta è semplice, ritrovo il gusto dell’assenza delle cose.

Certe volte le assenze sono amare  ti inchiodano lì come un Cristo sulla croce e non sai più chi sei e cosa fai.

Scelgo ogni tanto di vivere le assenze perché sono, essenza.
Essenza del mio essere pienamente persona,
che ha paura, sente dolore, prova tristezza e anche vive, respira, sogna, ama.

Oggi ho sperimentato la gioia della gratitudine.
Grazie vita!

Seconda tappa

Giorno 2

Oggi ho faticato a trovare il ritmo del mio passo.

Sono partita  in ritardo rispetto alla tabella di marcia.
A colazione mi sono messa  a chiacchierare piacevolmente con l’ospitaliero del b&b e questo mi è costata la partenza ritardata e una leggera agitazione.

Il  sentiero per il bosco l’ho imboccato facilmente. Ero attenta a leggere  la segnaletica che incontravo sul percorso, non volevo sbagliare e perdere tempo.

Tuttavia, mentre camminavo mi sono sorpresa più volte a rimuginare sulla “leggerezza” avuta nell’affrontare i 15 km di oggi e, rimuginando  rimuginando,  ho sbagliato l’imbocco di un sentiro che mi ha costetta a tornare indietro e a“perdere tempo”.
 
Allora mi sono proprio arrabbiata.

Nella rabbia la stanchezza è aumentata e con lei lo sconforto e per finire, nella testa mi è partito un giudizio molto forte: 《non sei capace》.
Non ho potuto fare a meno di pensare a quante volte nella mia vita di tutti i giorni  ho provato  sconforto e  stanchezza giudicandomi negativamente.

Tenendo conto che spesso la stanchezza nasconde tristezza ero proprio al culmine di una crisi emotiva.

A quel punto lo zaino pesava veramente il doppio.

Mi sono seduta, ho bevuto e ho ritrovato il tempo e, nel farlo, ho guardato finalmente intorno a me. Ripiegata nel mio borbottio interiore non avevo contemplato la meraviglia che mi circondava.
Ho provato immensa gratitudine; la bellezza del bosco mi circondava, lo sentivo vivo intorno a me.

Ho realizzato che il mio rimuginare è partito molto prima di sbagliare e certamente ha  rallentato il mio passo senza che me ne rendessi conto.

Mi sono detta che a camminare si impara e che, a volte, quello che appare come una sconfitta, è semplicemente una lezione da apprendere.
Ho chiamato a rapporto la rabbia e le ho detto che avevo bisogno della sua energia per muovermi.
Sono arrivata a destinazione alle 16.00
Stanca e Felice.

Regolazione emotiva e impermanenza.

“Se sappiamo fare queste 4 azioni mentali: percepire, riconoscere, nominare e lasciar andare abbiamo tutti gli strumenti necessari per affrontare la nostra vita emotiva.
Non c’è emozione che può danneggiarci perchè abbiamo in mano le chiavi della regolazione emotiva. Cosa significa regolazione emotiva? Non significa darsi delle regole, come la parola potrebbe far pensare. Significa saper riconoscere quello che proviamo – ossia esserne consapevoli – e saperlo percepire e accettare.

Così se le tue emozioni ti danno “da fare”, se c’è qualcosa che proprio in questo momento ti turba, prova a praticare con attenzione ai seguenti elementi: prova a sentire con chiarezza, riconoscere quale azione si nasconde nell’emozione che provi, guarda se puoi accettare quello che provi, mantenendo l’attenzione sull’esperienza. Sembra una formula magica ma non lo è.
È un modo onesto per coltivare la radice della felicità.

È a causa della natura impermanente del dolore che possiamo trasformarlo. È a causa della natura impermanente della felicità che possiamo coltivarla.

Thich Nhat Hanh

Piccola riflessione:

Non importa cosa fai e come lo fai tuttavia, iniziare ad essere consapevoli di avere una vita emotiva e decidere di prendersene cura è, certamente, il primo passo.


In genere io trasformo la natura delle “cose” infilando tutto, proprio tutto, dentro uno zaino.

In passato mi sono presa cura del mio mondo emotivo solo nel momento in cui non sapevo più come starci dentro.
Mi sentivo soffocare da emozioni contrastanti: rabbia, paura, disgusto che erano diventate come un vestito troppo stretto.
Volevo gestirle mentre loro mi invadevano.
La gioia era scomparsa lasciando solo il dolore presente.

Sono passata attraverso una porta della mia vita emotiva molto stretta.

Con stupore e sollievo ho scoperto che tutto è veramente impermanente e il grande maestro è stato il cammino.

Per questo motivo oggi accompagno le persone ad attraversare le loro porte anche usando…i piedi.

Le emozioni si possono sentire, chiamare per nome, incontrarle e farci un pezzo di strada insieme, ringraziarle e poi, con gratitudine, lasciarle andare.

Ricorda, quattro azioni mentali: percepire, riconoscere, nominare e lasciar andare. Regolazione emotiva e impermanenza. Lentamente, un passo alla volta.

Sono in partenza, se ti fa piacere, seguimi in questo viaggio dentro le emozioni. Ne vedremo delle belle!

Cambiare o modificare?

Quando senti parlare di “crescita personale” cosa ti viene in mente?

Per quale motivo si arriva alla decisione di intraprende un percorso di crescita?

Cosa spinge al cambiamento?

In un percorso di crescita e di sviluppo personale in genere le persone arrivano da me stando dentro una situazione complessa che puo’ avere diversi indicatori e, spesso un solo punto di vista:
nuovi bisogni relazionali o lavorativi, la nascita o l’educazione di un figlio che mette in crisi, un trasloco in un’altra città, una storia d’amore che nasce o che finisce, difficoltà a dialogare nella coppia o con un figlio.

Qualche volta arrivano con delle domande:

-Come gestire le richieste di un bambino molto piccolo?
-Come recuperare “spazio” dentro una relazione asfissiante?

-Come fare un detox emotivo?
-Come vivere la sessualità in età matura?
-Come riallineare mente e corpo ad un nuovo sentire?
-Come affrontare un esame che non si riesce a superare?
-Come migliorare la propria comunicazione?

                                Oppure:
-Perché? -Perché? -Perché?

                                Oppure:
Con- fusione tra ruoli diversi; moglie, madre, compagna, figlia, padre, marito, figlio, amante.

                                Oppure:
Stress, gestione del denaro complicata. Scoperta del proprio orientamento sessuale e molto altro ancora.

Le persone riconoscono di essere in una impasse, una “disarmonia” avvertendo un senso di separazione interna.
È come tentare di stare in piedi, in acqua, su una tavola da surf in continuo movimento planando lungo la parete di un’onda tunnel senza essere surfisti.

Tutte le energie sono impiegate per non andare giù, sotto quel muro d’acqua.
Decidono così di prendersi cura di questo stato che non ritengono più funzionale al loro benessere presente ricercando un altro punto di vista tuttavia, il cambiamento spaventa.

Direi, restando nella metafora,  che in un percorso di crescita personale ricordo come fare a fidarsi delle proprie gambe tornando competenti nel cavalcare la propria onda, restando flessibili e respirandoci dentro. Lo spavento lascia posto alla nuova vitalità percepita.

 Il sistema cognitivo si aggiorna, si apprendono “cose”, aumenta il bagaglio di conoscenze e di creatività. Cresce la consapevolezza.
 L’energia vitale cambia.

La crescita personale, è un processo che rende autonomi a 360° e, una volta attivato, permette al cliente di continuare a sperimentare le onde del cambiamento che desidera.

A distanza di tempo incontro clienti che padroneggiano la tavola da surf.
 Hanno trovato ritmo, piacere, equilibrio e forza nell’essere in profondo contatto con se stessi,  con i loro bisogni e con quelli di chi è loro vicino.

È uno dei tanti piaceri di questo lavoro!

E tu?

✔C’è un aspetto della tua vita che oggi senti di voler cambiare?

✔Cosa vuoi fare per agevolarlo?

✔Cosa fai per ostacolarlo?

✔Quali pensieri, sensazioni ed emozioni ti genera la parola: cambiamento?

✔Cambiare o modificare?

Se vuoi fissare una Call conoscitiva gratuita di 30 minuti puoi fissare un appuntamento inviando qui un messaggio privato ti ricontattero’ per organizzare i dettagli.

Le parole degli altri

“Chiesero a Rumi, maestro spirituale persiano del tredicesimo secolo:

Cos’è il veleno?
Tutto ciò che va oltre ciò di cui abbiamo bisogno è veleno. Può essere potere, pigrizia, cibo, ego, ambizione, paura, rabbia, o qualsiasi altra cosa …

Cos’è la paura?
La non accettazione dell’incertezza. Se accettiamo l’incertezza, diventa un’avventura.

Cos’è l’invidia?
La non accettazione della beatitudine nell’altro. Se lo accettiamo, diventa ispirazione.

Cos’è la rabbia?
La non accettazione di ciò che è al di fuori del nostro controllo. Se accettiamo, diventa tolleranza.

Cos’è l’odio?
La non accettazione delle persone così come sono. Se li accettiamo incondizionatamente, allora diventa amore.

Cos’è la maturità spirituale?
È quando smettiamo di provare a cambiare gli altri e ci concentriamo sul cambiare noi stessi.
È quando accettiamo le persone così come sono.
È quando capiamo che tutti hanno successo secondo la loro prospettiva.
È quando impariamo a lasciar andare.
È quando siamo in grado di non avere aspettative in una relazione, e diamo solo per il piacere di dare.
È quando capiamo che ciò che facciamo, lo facciamo per la nostra stessa pace.
È quando perdiamo la necessità di mostrare al mondo quanto siamo intelligenti.
È quando smettiamo di cercare l’approvazione degli altri.
È quando smettiamo di paragonarci agli altri.
È quando siamo in pace con noi stessi.
La maturità spirituale è quando siamo in grado di distinguere tra bisogno e volere e siamo in grado di lasciar andare questa volontà.
La maturità spirituale si ottiene quando smettiamo di cercare la felicità nelle cose materiali.”

  • Jalal ad-Din Muhammad Rumi – XIII secolo

Terra, Acqua, Fuoco, Aria

PASSEGGIATA CONSAPEVOLE
6 GIUGNO 2021

🌀🌀🌀🌀🌀🌀🌀🌀🌀🌀🌀🌀🌀🌀🌀🌀

L’energia dei quattro elementi

“Con la connessione all’energia della Terra sperimentiamo la sicurezza interiore entrando in uno spazio di stabilità vivendo responsabilità e fiducia.

Con l’Acqua sperimentiamo gentilezza ed amorevolezza, sciogliamo i blocchi emotivi entrando nella fluidità della nostra essenza.

Con il Fuoco entriamo nel piacere e nell’entusiasmo di una vita creativa.

Con l’elemento Aria sviluppiamo l’attitudine alla vita basata sulla pace interiore.” (Alessandro Benetti)

Quando gli elementi sono in equilibrio pronunciamo le parole “magiche”:

IO SONO🙏
IO SENTO🙏
IO CREO🙏
IO POSSO🙏

GRAZIE❤ GRAZIE❤ GRAZIE❤ GRAZIE❤

L’energia dei 4 elementi

In questa PASSEGGIATA CONSAPEVOLE approfondiremo  la  teoria dei quattro elementi naturali per riscoprire noi stessi, le nostre potenzialità latenti e il modo in cui armonizzarle nella nostra vita.

La teoria dei quattro elementi naturali è molto antica. Fu introdotta addirittura nel VI° secolo A.C da uno dei primissimi filosofi greci, Anassimene di Mileto, successivamente ripresa dal siceliota Empedocle, e poi  nientemeno che da Socrate, prima, e Aristotele, poi.

Secondo la teoria dei quattro elementi naturali, ogni sostanza esistente nel microcosmo e nel macrocosmo è una composizione dei quattro elementi: Fuoco, Aria, Acqua, Terra.


Secondo la teoria dei quattro elementi naturali degli antichi Greci, questi vengono concepiti come stati di aggregazione della materia. Fuoco, stato ardente. Aria, stato gassoso. Acqua, stato liquido. Terra, stato solido. Essi possono poi essere in accordo o in opposizione tra loro.

Il medico greco Filistione suggerisce che a ogni elemento si attribuisca una qualità: al fuoco il caldo, all’aria il freddo, all’acqua l’umido, mentre alla terra il secco. Da questo deriva che l’acqua è opposta al fuoco e affine alla terra, mentre l’umido è opposto al secco ma affine al freddo.

Dall’interazione degli elementi hanno origine tutti i fenomeni del cosmo: nascita, morte e trasformazione. Le forze che permettono l’interazione degli elementi sono due: Amore, forza attrattiva, e Discordia, forza repulsiva.

Foto dal web

La TERRA è l’elemento legato alla stabilità e
 all’abbondanza.

ll FUOCO è l’elemento della forza, energia, coraggio, vitalità, sensualità.

l’ARIA è l’elemento del movimento, del pensiero, della comunicazione, dello studio e della creatività.

L’ACQUA è la porta per l’intuizione, per accedere alle proprie emozioni.”

(Dal web)

Si può

Foto dal web

Possiamo toccare i nostri limiti senza inorridire.
Possiamo vivere il conflitto senza divisione.
Possiamo stare nella frustrazione di un errore.
Possiamo tollerare senza risentimento.
Possiamo smettere di camminare senza rimpianto.
Possiamo stare immobili durante la tempesta.
Possiamo ringraziare senza perdere niente.
Possiamo sentire tutta la nostra fragilità e non morirne.

Si può accettare che tutto cambi, in un ciclo continuo tra il giorno e la notte…

Buon lavoro

Flourish

Foto dal web

Quali sono i fattori che permettono  all’individuo di vivere una vita piena di benessere? A flourishing life?

Gia’ dagli negli anni sessanta, l’Organizzazione Mondiale della Sanità, ha riformulato il proprio concetto di salute da: assenza di malattia a stato di benessere.

Qualche decennio fa è nata  una nuova corrente psicologica: la psicologia positiva che si occupa oltre che di malattia, anche di salute.

Il padre della psicologia positiva  è Martin E. P. Seligman psicologo e saggista statunitense
 autore di molti best seller.

Nel suo libro “Flourish: una nuova concezione visionaria della felicità e del benessere” scrive che: ” Un essere umano, per fiorire, ha bisogno di  raggiungere un grado di funzionamento ottimale”

Secondo la”teoria del benessere ” il grado di funzionanento ottimale è dato da cinque dimensioni fondamentali che un individuo dovrebbe vivere:

 ✔ La prevalenza di emozioni positive.
 ✔Il coinvolgimento nelle attività quotidiane.
 ✔Buone relazioni sociali.
 ✔ Attribuire un significato alla propria vita.
 ✔Raggiungimento dei propri obiettivi.

Queste cinque aree, se sviluppate in modo adeguato, permettono all’individuo di vivere un profondo benessere.

Martin Seligman, propone un semplice esercizio per portare la consapevolezza sul concetto di flourishing:

“Immagina che la tua anima sia un giardino;  e di aver strappato tutte le erbacce che lo infestavano. Immagina che i pensieri, i comportamenti, i valori e le relazioni siano come fiori e piante.
 Quali fiori vorresti piantare nel tuo giardino e come potresti coltivarli al meglio?”

Conosci il termine Flourishing?
Ne hai mai sentito parlare?

Secondo te un Counselor può apportare il proprio contributo professionale inserendosi in un percorso di flourishing con un cliente?

Io credo di sì, ad esempio, con l’Art Counseling.

L’Art Counseling  è uno strumento del Counseling.
Nella pratica di Counseling il colloquio, è uno strumento importantissimo tuttavia, come spesso accade, i canali non-verbali si rivelano molto efficaci nell’aprire nuove strade che permettono, sia  al cliente che al counselor di esplorare contenuti  interiori, che altrimenti rimarrebbero inespressi.

Per mezzo dell’azione creativa, sia essa un disegno,un movimento, una musica, l’immagine interna diventa immagine esterna, visibile e condivisibile (dal web)

 Aprire canali comunicativi altri, permette di prendere coscienza, esprimere e trasformare i propri contenuti emotivi e di condividerli.

Oggi ti propongo un esercizio bello bello che puoi fare nel tuo tempo libero e poi, se ti va, condividerlo in privato con me.

Con colori, tela e pennelli dipingi il tuo giardino ideale dove; piante e fiori hanno nomi e colori specifici rispetto ai valori, ai pensieri, ai comportamenti e alle relazioni che vuoi coltivare, insieme alle azioni concrete che vuoi mettere in atto per rendere il tuo giardino più “eco” possibile, qui e ora.

Libera la tua creatività aggiungendo i dettagli che desideri: panchine dove riposare, un bella fontana d’acqua fresca dove dissetarti, uno specchio d’acqua dove tuffarti.

(Non è necessario essere un artista per fare questo esercizio, l’importante è stare nel qui e ora, nel processo tra: colori, emozioni e azioni).

“L’arte va intesa come potenzialità che ognuno ha di elaborare artisticamente il proprio vissuto e di trasmetterlo creativamente per facilitare uno stato di benessere, di esistere bene.” – (Giusti, Piombo)

Quando senti che il tuo lavoro è terminato posizionalo in un posto che ti permetta di ammirarlo e, nel caso, di rammentarne il processo di realizzazione.

Un  giardino per essere bello e curato ha bisogno della tua presenza.

Buon lavoro!

Emanuela

Buona Pasqua

Ti auguro di trovare per questa Pasqua  la via della gioia che ti lasci andare oltre… oltre il dolore, la tristezza, l’amarezza…oltre le delusioni del passato, oltre le illusioni del futuro.
Ti auguro di andare oltre…
Per ri-nascere,  vivere ogni cosa che c’è in questo momento senza giudicare come bello, brutto, giusto o sbagliato.
 Ti auguro di poter osservare quello che c’è e, se non ti piace, darti la possibilità di ri-cominciare. Ora.


Piccoli passi, piccoli respiri…cambiano il punto di osservazione

Buona  Pasqua di pace e serenità.
Buona Ri- nascita.

“…Per quello che vale, non è mai troppo tardi, o nel mio caso troppo presto, per essere quello che vuoi essere. Non c’è limite di tempo, comincia quando vuoi, puoi cambiare o rimanere come sei, non esiste una regola in questo. Possiamo vivere ogni cosa al meglio o al peggio, spero che tu viva tutto al meglio, spero che tu possa vedere cose sorprendenti, spero che tu possa avere emozioni sempre nuove, spero che tu possa incontrare gente con punti di vista diversi, spero che tu possa essere orgogliosa della tua vita e se ti accorgi di non esserlo, spero che tu trovi la forza di ricominciare da zero.”
Dal film “Il curioso caso di Benjamin Button

Training Autogeno

Risonanze dall’esperienza di Training Autogeno vissuta da A.

L’esperienza di Training Autogeno mi ha insegnato a contattare il mio corpo. La voce mi guida a trovare le mani, le braccia, a sentirle pesanti, a sentirle calde. Mi giuda a sentire il mio corpo disteso che con tutto il suo peso affonda nel materasso. lo sento, lo vedo quasi come fossi al di fuori di lui.

è una bella sensazione, è un benessere fisico e nello stesso tempo anche un benessere mentale, sensoriale.

Quando poi sono stata guidata al mio cuore, è stato stupendo: dapprima batteva eccitato, sorpreso, preso in contropiede( proprio lui, il Cuore, chiamato in causa?), poi ha ripreso il controllo è divenuto calmo e rassicurante con il suo battito. un battito regolare eppure aperto, accogliente, capace di permettermi di essere io stessa grande così.

Un unico cruccio: quando pratico Training Autogeno mi addormento! il mio corpo mi coccola anche quando dormo, sente la voce comunque che lo guida, me ne rendo conto quando torno ad essere presente. e sto bene, e mi sento calma e distesa e felice anche. Finalmente ho imparato ad apprezzarlo e ad amarlo questo mio corpo.

Finalmente mi amo così come sono.”

Butterfly

La Passeggiata Consapevole è una vera esperienza di centratura.

Così scrive Butterfly rispetto alla sua esperienza: ” Quando ho iniziato a camminare ho sentito libertà. mi sono detta che ero brava e non avevo aspettative. sono felice! La gioia è entrata in me passo dopo passo. nel corso della camminata momenti di profonda gratitudine, amore verso me stessa, mi sono emozionata. ogni attimo vissuto fino in fondo.[…] Meraviglioso stare nel momento presente che ho potuto sentire attraverso i passi.

Grazia Butterfly, anche il nome che hai scelto per firmare la tua esperienza rende moltissimo l’idea di ciò che hai provato! Uno splendido omaggio alla libertà e all’eleganza delle farfalle.

Photo by Yulia on Pexels.com