Prima tappa

Che dire, dopo aver scavallato una montagna “ammazzasomari” sono giunta alla destinazione di oggi, 7 ore di cammino  22 km.
Un po’ fuori forma, l’isolamento da covid lo sento tutto sul fiato che mi manca.
La parte più dura è stata superare  una impettata scivolosa fatta di breccia.
Caldo e sudore non aiutano.
Ho avuto nausea con la sensazione di  vomitare da un momento all’altro.

Sotto sforzo quindi, posso dire di aver incontrato il DISGUSTO. Mi ha accompagnata per diversi metri fino ad una piccola radura dove mi sono abbandonata a terra, lì ho ritrovato finalmente il mio respiro e lo stomaco si è placato.
Ho ripreso a camminare calibrando meglio le forze, passi più piccoli e lenti.
Ho deciso di abbassare la falda del cappello per non cercare con  lo sguardo la fine della salita.
Sono rimasta concentrata sul movimento delle gambe e delle braccia sostenute dai bastoncini.
Con passi cadenzati sono arrivata finalmente in vetta.

Sto scrivendo con il telefono, ora dormo.

Regolazione emotiva e impermanenza.

“Se sappiamo fare queste 4 azioni mentali: percepire, riconoscere, nominare e lasciar andare abbiamo tutti gli strumenti necessari per affrontare la nostra vita emotiva.
Non c’è emozione che può danneggiarci perchè abbiamo in mano le chiavi della regolazione emotiva. Cosa significa regolazione emotiva? Non significa darsi delle regole, come la parola potrebbe far pensare. Significa saper riconoscere quello che proviamo – ossia esserne consapevoli – e saperlo percepire e accettare.

Così se le tue emozioni ti danno “da fare”, se c’è qualcosa che proprio in questo momento ti turba, prova a praticare con attenzione ai seguenti elementi: prova a sentire con chiarezza, riconoscere quale azione si nasconde nell’emozione che provi, guarda se puoi accettare quello che provi, mantenendo l’attenzione sull’esperienza. Sembra una formula magica ma non lo è.
È un modo onesto per coltivare la radice della felicità.

È a causa della natura impermanente del dolore che possiamo trasformarlo. È a causa della natura impermanente della felicità che possiamo coltivarla.

Thich Nhat Hanh

Piccola riflessione:

Non importa cosa fai e come lo fai tuttavia, iniziare ad essere consapevoli di avere una vita emotiva e decidere di prendersene cura è, certamente, il primo passo.


In genere io trasformo la natura delle “cose” infilando tutto, proprio tutto, dentro uno zaino.

In passato mi sono presa cura del mio mondo emotivo solo nel momento in cui non sapevo più come starci dentro.
Mi sentivo soffocare da emozioni contrastanti: rabbia, paura, disgusto che erano diventate come un vestito troppo stretto.
Volevo gestirle mentre loro mi invadevano.
La gioia era scomparsa lasciando solo il dolore presente.

Sono passata attraverso una porta della mia vita emotiva molto stretta.

Con stupore e sollievo ho scoperto che tutto è veramente impermanente e il grande maestro è stato il cammino.

Per questo motivo oggi accompagno le persone ad attraversare le loro porte anche usando…i piedi.

Le emozioni si possono sentire, chiamare per nome, incontrarle e farci un pezzo di strada insieme, ringraziarle e poi, con gratitudine, lasciarle andare.

Ricorda, quattro azioni mentali: percepire, riconoscere, nominare e lasciar andare. Regolazione emotiva e impermanenza. Lentamente, un passo alla volta.

Sono in partenza, se ti fa piacere, seguimi in questo viaggio dentro le emozioni. Ne vedremo delle belle!

Cambiare o modificare?

Quando senti parlare di “crescita personale” cosa ti viene in mente?

Per quale motivo si arriva alla decisione di intraprende un percorso di crescita?

Cosa spinge al cambiamento?

In un percorso di crescita e di sviluppo personale in genere le persone arrivano da me stando dentro una situazione complessa che puo’ avere diversi indicatori e, spesso un solo punto di vista:
nuovi bisogni relazionali o lavorativi, la nascita o l’educazione di un figlio che mette in crisi, un trasloco in un’altra città, una storia d’amore che nasce o che finisce, difficoltà a dialogare nella coppia o con un figlio.

Qualche volta arrivano con delle domande:

-Come gestire le richieste di un bambino molto piccolo?
-Come recuperare “spazio” dentro una relazione asfissiante?

-Come fare un detox emotivo?
-Come vivere la sessualità in età matura?
-Come riallineare mente e corpo ad un nuovo sentire?
-Come affrontare un esame che non si riesce a superare?
-Come migliorare la propria comunicazione?

                                Oppure:
-Perché? -Perché? -Perché?

                                Oppure:
Con- fusione tra ruoli diversi; moglie, madre, compagna, figlia, padre, marito, figlio, amante.

                                Oppure:
Stress, gestione del denaro complicata. Scoperta del proprio orientamento sessuale e molto altro ancora.

Le persone riconoscono di essere in una impasse, una “disarmonia” avvertendo un senso di separazione interna.
È come tentare di stare in piedi, in acqua, su una tavola da surf in continuo movimento planando lungo la parete di un’onda tunnel senza essere surfisti.

Tutte le energie sono impiegate per non andare giù, sotto quel muro d’acqua.
Decidono così di prendersi cura di questo stato che non ritengono più funzionale al loro benessere presente ricercando un altro punto di vista tuttavia, il cambiamento spaventa.

Direi, restando nella metafora,  che in un percorso di crescita personale ricordo come fare a fidarsi delle proprie gambe tornando competenti nel cavalcare la propria onda, restando flessibili e respirandoci dentro. Lo spavento lascia posto alla nuova vitalità percepita.

 Il sistema cognitivo si aggiorna, si apprendono “cose”, aumenta il bagaglio di conoscenze e di creatività. Cresce la consapevolezza.
 L’energia vitale cambia.

La crescita personale, è un processo che rende autonomi a 360° e, una volta attivato, permette al cliente di continuare a sperimentare le onde del cambiamento che desidera.

A distanza di tempo incontro clienti che padroneggiano la tavola da surf.
 Hanno trovato ritmo, piacere, equilibrio e forza nell’essere in profondo contatto con se stessi,  con i loro bisogni e con quelli di chi è loro vicino.

È uno dei tanti piaceri di questo lavoro!

E tu?

✔C’è un aspetto della tua vita che oggi senti di voler cambiare?

✔Cosa vuoi fare per agevolarlo?

✔Cosa fai per ostacolarlo?

✔Quali pensieri, sensazioni ed emozioni ti genera la parola: cambiamento?

✔Cambiare o modificare?

Se vuoi fissare una Call conoscitiva gratuita di 30 minuti puoi fissare un appuntamento inviando qui un messaggio privato ti ricontattero’ per organizzare i dettagli.

Terra insegnami

Terra insegnami la quiete
come i prati che restano calmi nella nuova luce.
Terra insegnami la sofferenza
come le pietre antiche che sopportano la memoria.
Terra insegnami l’umiltà
come i fiori che sono modesti al loro sbocciare.
Terra insegnami la cura
come le madri che nutrono i loro piccoli.
Terra insegnami il coraggio
come l’albero che sta solo.
Terra insegnami la limitazione
come la formica che avanza lentamente sul terreno.
Terra insegnami la libertà
come l’aquila che si libra in cielo.
Terra insegnami l’accettazione
come le foglie che muoiono ad ogni autunno.
Terra insegnami il rinnovamento
come il seme che nasce a primavera.
Terra insegnami a dimenticare me stesso
come la neve che sciogliendosi dimentica la sua vita.
Terra insegnami a ricordare la gentilezza
come i campi aridi che trasudano per la pioggia.
Terra insegnami.”

Preghiera UTE-(tribù indiane distribuite su un vasto territorio compreso fra gli attuali Colorado e Utah)

Si può

Foto dal web

Possiamo toccare i nostri limiti senza inorridire.
Possiamo vivere il conflitto senza divisione.
Possiamo stare nella frustrazione di un errore.
Possiamo tollerare senza risentimento.
Possiamo smettere di camminare senza rimpianto.
Possiamo stare immobili durante la tempesta.
Possiamo ringraziare senza perdere niente.
Possiamo sentire tutta la nostra fragilità e non morirne.

Si può accettare che tutto cambi, in un ciclo continuo tra il giorno e la notte…

Buon lavoro

ATTENZIONE

Foto mia

A. A. A.
C’È UN’URGENZA DI CUI ORA TI DEVI OCCUPARE!

1) il tuo respiro.
2) il tuo sorriso.
3) il passo che hai mentre cammini.

Tre cose che io ritengo necessarie per iniziare a portare più consapevolezza nella nostra vita, di come “stiamo al mondo”.

Registra le tue osservazioni sul quaderno della pratica, senza aggiungere alcun giudizio, vedi, percepisci, ascolta SOLTANTO cosa c’è.

In privato sono disponibile a condividere con te ciò che emerge.

IMPORTANTE

Le sollecitazioni che metto nel gruppo sono assolutamente GRATUITE e le eventuali interazioni non ti impegnano ad  alcun percorso professionale con me.
(Ho una mia personalissima visione dell’accesso al benessere e questo che propongo ne è un’espressione).

Sono anche PRIVATE.

 La condivisione che avviene attraverso un messaggio qui, oppure su whatsApp oppure per email è protetta dal SEGRETO  PROFESSIONALE che, come tutti gli altri professionisti, sono tenuta a rispettare.

Se invece hai piacere ad inserito o inserita nel gruppo  broadcast di wapp per sapere in anteprima gli eventi che organizzo basta dirmelo, se invece sei già nel gruppo e desideri uscirne, basta dirmelo.

🤣🤣🤣😁😁😁😁😁😂😂😂😂😂😂😂😂😂
Buon lavoro di consapevolezza.

Flourish

Foto dal web

Quali sono i fattori che permettono  all’individuo di vivere una vita piena di benessere? A flourishing life?

Gia’ dagli negli anni sessanta, l’Organizzazione Mondiale della Sanità, ha riformulato il proprio concetto di salute da: assenza di malattia a stato di benessere.

Qualche decennio fa è nata  una nuova corrente psicologica: la psicologia positiva che si occupa oltre che di malattia, anche di salute.

Il padre della psicologia positiva  è Martin E. P. Seligman psicologo e saggista statunitense
 autore di molti best seller.

Nel suo libro “Flourish: una nuova concezione visionaria della felicità e del benessere” scrive che: ” Un essere umano, per fiorire, ha bisogno di  raggiungere un grado di funzionamento ottimale”

Secondo la”teoria del benessere ” il grado di funzionanento ottimale è dato da cinque dimensioni fondamentali che un individuo dovrebbe vivere:

 ✔ La prevalenza di emozioni positive.
 ✔Il coinvolgimento nelle attività quotidiane.
 ✔Buone relazioni sociali.
 ✔ Attribuire un significato alla propria vita.
 ✔Raggiungimento dei propri obiettivi.

Queste cinque aree, se sviluppate in modo adeguato, permettono all’individuo di vivere un profondo benessere.

Martin Seligman, propone un semplice esercizio per portare la consapevolezza sul concetto di flourishing:

“Immagina che la tua anima sia un giardino;  e di aver strappato tutte le erbacce che lo infestavano. Immagina che i pensieri, i comportamenti, i valori e le relazioni siano come fiori e piante.
 Quali fiori vorresti piantare nel tuo giardino e come potresti coltivarli al meglio?”

Conosci il termine Flourishing?
Ne hai mai sentito parlare?

Secondo te un Counselor può apportare il proprio contributo professionale inserendosi in un percorso di flourishing con un cliente?

Io credo di sì, ad esempio, con l’Art Counseling.

L’Art Counseling  è uno strumento del Counseling.
Nella pratica di Counseling il colloquio, è uno strumento importantissimo tuttavia, come spesso accade, i canali non-verbali si rivelano molto efficaci nell’aprire nuove strade che permettono, sia  al cliente che al counselor di esplorare contenuti  interiori, che altrimenti rimarrebbero inespressi.

Per mezzo dell’azione creativa, sia essa un disegno,un movimento, una musica, l’immagine interna diventa immagine esterna, visibile e condivisibile (dal web)

 Aprire canali comunicativi altri, permette di prendere coscienza, esprimere e trasformare i propri contenuti emotivi e di condividerli.

Oggi ti propongo un esercizio bello bello che puoi fare nel tuo tempo libero e poi, se ti va, condividerlo in privato con me.

Con colori, tela e pennelli dipingi il tuo giardino ideale dove; piante e fiori hanno nomi e colori specifici rispetto ai valori, ai pensieri, ai comportamenti e alle relazioni che vuoi coltivare, insieme alle azioni concrete che vuoi mettere in atto per rendere il tuo giardino più “eco” possibile, qui e ora.

Libera la tua creatività aggiungendo i dettagli che desideri: panchine dove riposare, un bella fontana d’acqua fresca dove dissetarti, uno specchio d’acqua dove tuffarti.

(Non è necessario essere un artista per fare questo esercizio, l’importante è stare nel qui e ora, nel processo tra: colori, emozioni e azioni).

“L’arte va intesa come potenzialità che ognuno ha di elaborare artisticamente il proprio vissuto e di trasmetterlo creativamente per facilitare uno stato di benessere, di esistere bene.” – (Giusti, Piombo)

Quando senti che il tuo lavoro è terminato posizionalo in un posto che ti permetta di ammirarlo e, nel caso, di rammentarne il processo di realizzazione.

Un  giardino per essere bello e curato ha bisogno della tua presenza.

Buon lavoro!

Emanuela

Le parole degli altri

“Sono tornata da me,
perché sono stanca di cercare qualcosa che non so,
di chiedere a chi non può offrire
o di aspettare chi è già occupato a illuminare se stesso,
di desiderare un corpo che non è mio,
di avere aspettative che mai arriveranno
perché comunque lontane dalla mia natura,
di fingere di capire o essere sempre tollerante e disponibile
con chi non comprende il mio valore.

Sono tornata da me,
perché non posso più dedicare il mio tempo, occhi e speranza
in cuori che non desiderano battere con il mio,
a chi non crede nella magia,
a chi dedica il suo momento e il suo pensiero a lamentarsi di ciò che non va,
o ad anelare cose che non gli appartengono,
e a criticare in ogni dove.

Sono tornata da me,
come unica destinazione possibile,
come strada disponibile,
come quel ritorno a casa
in sospeso da tanto tempo.
Sono tornata da me,
ho visto quanto ho corso contro il tempo,
i dolori della mia anima assetata di verità
in cerca di acqua.

Mi sono ospitata e sono entrata,
mi sono chiamata,
mi sono abbracciata e accarezzata,
e mi sono imbattuta in una me stessa.
Mi stava aspettando con il cuore ricolmo di speranza,
diversa è vero ma sana.

Ho visto che ero comunque intatta e non frammentata come pensavo di essere,
ho ritrovato la magia nei miei occhi,
e l’ho voluta rivedere ancora e ancora.

Ho scoperto di aver sempre posseduto le chiavi,
ed è stato bellissimo ritrovarmi.

Da qui, da dove abito scelgo me,
scelgo chi e scelgo cosa desidero,
muoio e resuscito ogni giorno e sono pur sempre viva.
Ho capito che questa è resilienza
e la trovo solo dove abita me stessa.”

Carla Babudri

(Foto dal web)

Buona Pasqua

Ti auguro di trovare per questa Pasqua  la via della gioia che ti lasci andare oltre… oltre il dolore, la tristezza, l’amarezza…oltre le delusioni del passato, oltre le illusioni del futuro.
Ti auguro di andare oltre…
Per ri-nascere,  vivere ogni cosa che c’è in questo momento senza giudicare come bello, brutto, giusto o sbagliato.
 Ti auguro di poter osservare quello che c’è e, se non ti piace, darti la possibilità di ri-cominciare. Ora.


Piccoli passi, piccoli respiri…cambiano il punto di osservazione

Buona  Pasqua di pace e serenità.
Buona Ri- nascita.

“…Per quello che vale, non è mai troppo tardi, o nel mio caso troppo presto, per essere quello che vuoi essere. Non c’è limite di tempo, comincia quando vuoi, puoi cambiare o rimanere come sei, non esiste una regola in questo. Possiamo vivere ogni cosa al meglio o al peggio, spero che tu viva tutto al meglio, spero che tu possa vedere cose sorprendenti, spero che tu possa avere emozioni sempre nuove, spero che tu possa incontrare gente con punti di vista diversi, spero che tu possa essere orgogliosa della tua vita e se ti accorgi di non esserlo, spero che tu trovi la forza di ricominciare da zero.”
Dal film “Il curioso caso di Benjamin Button